Scott E-Venture 20

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250 W Motore
< 80 Km Autonomia
21,9 Kg Peso
± 2.700 € Prezzo

Cosa dice il produttore

L’E-voluzione. Con E-Venture, SCOTT introduce una linea di bici elettriche estremamente colorate e altamente funzionali. Il nostro scopo era rimanere in linea con i nostri principi di Innovazione, Tecnologia e Design e collaborare con Bosch per creare una linea di bici elettriche indipendente che potesse annunciare una nuova era nel settore delle bici a pedalata assistita.

Il Sistema Bosch scheda

Il motore Bosch, posizionato nell’asse dei pedali della bici elettrica, eroga una potenza di 250W ed è indicato in caso di utilizzo su percorsi con salite anche ripide avendo una coppia di 30/50 Nm. Il sensore che rileva il movimento della pedalata misura la forza esercitata per poi regolare la potenza di assistenza. Questo rende il sistema efficente anche nelle partenze da fermo.

La batteria da 36V è a ioni di litio e pesa sui 2,5 Kg, disponibile sia in versione da 300 Wh (8,2 Ah) che da 400 Wh (11 Ah), e posizionabile a seconda della scelta dei produttori di bici sul postapacchi posteriore o sul tubo diagonale del telaio. L’autonomia massima (in modalità ECO) della batteria da 300 Wh è ufficialmente 140 Km (per un uso realistico sui 80 km) e si ricarica in 2,5 ore con la modalità rapida, per la batteria da 400 Wh parliamo di un’autonomia massima di 180 Km (realisticamente 100 Km) e una ricarica rapida di 3,5 ore.

Il pannello di controllo LCD posizionato sul manubrio permette una lettura chiara della situazione, con indicazioni sulla velocità, tipo di assistenza scelta, stato della batteria e altro ancora. Il modello uscito a fine 2012 (chiamato Intuvia) separa lo schermo LCD dai comandi per la selezione della modalità di assistenza, che verranno posizionati più vicini alle mani garantendo una maggiore sicurezza durante la guida. Questo modello dispone anche di una presa USB per dare la possibilità di caricare eventuali accessori.

Le modalità di assistenza sono 4: da ECO che massimizza l’autonomia della batteria a SPEED (o TURBO per il modello intuvia) per una guida più sportiva, passando da TOUR e SPORT che sono i livelli intermedi.

Recensioni e Opinioni

Mettendo alla corda il sistema posso solo concludere che di per se il motore tira ma per migliorare il tutto sia per allungare la durata della batteria e sia per fare meno fatica in salita é d’obbligo mettere dei rapporti adeguati, altrimenti non si capirebbe perché le MTB dispongano di un 22 anteriore e un 34 posteriore! A meno che si decida di lasciare tutto così e prevedere di aumentare di molto la capacità della batteria o in alternativa di fare giri più corti e meno impegnativi di quello che abbiamo fatto noi.
Forse questa é una mia deformazione personale e potrebbe confondersi nel voler avere delle pretese da un mezzo la cui vocazione e struttura farebbe pensare ad un utilizzo meno estremo, però quando si pensa ad un motore centrale lo si associa sempre alle scalate in montagna. Del resto lo stop and go in salita é il pane di questo sistema. Vi potete fermare ovunque in salita e ripartirete in scioltezza senza alcun problema!
Certo un utilizzo normale con qualche corta pendenze max del 7-8% lo metterebbero in una posizione di durata della batteria ottimale, ma non certo per fare salite tipo Stelvio o Gavia salvo avere un po’ di batterie di scorta.
Comunque sia stato, l’obiettivo di raggiungere i 1400m slm dell’Alpe del Paglio é stato raggiunto, con un residuo finale di percorrenza di 6-7km sulle due bici in test.
Considerando che al ritorno ci aspettava la discesa veloce e poi la salita al 1%, la missione sembrava fattibile da portarsi a termine, ma l’imprevisto di un forte vento contro e il fatto di avere la ruota anteriore frenata a soli 600m dal traguardo finale la mia batteria a dato forfait, sono stati i 600m più faticosi che abbia mai fatto con una bici, come si suol dire: ero fermo letteralmente come se avessi il freno a mano tirato, e in effetti in parte lo era!
Un ultima cosa la devo dire ancora a riguardo dei pneumatici. Affrontando la ripida discesa dall’Alpe del Paglio spesso nei tornanti dove tendenzialmente si piega e si cambia assetto di continuo, la sensazione di tenuta delle gomme mi ha lasciato perplesso. A mio parere il profilo adottato fa percepire uno scalino di variazione di appoggio tale da dare una insicurezza in piega.
Anche in discesa in rettilineo la parte centrale di appoggio della gomma dà la sensazione di equilibrio precario. In sostanza per me queste gomme non le ritengo un buon abbinamento con la bici in oggetto. Bici che per altro si dimostra solida come telaio e ciclistica ma che alla fine viene penalizzata dalle gomme adottate. Ammesso anche che le gomme non siano state gonfiate correttamente, in tutte le mie bici in analoghe situazioni non ho mai avuto simili percezioni.
Come sempre il tempo é tiranno e stabilire o scoprire le reali cause di questo comportamento avrebbero richiesto ulteriori prove e verifiche che non ci é stato possibile fare.
- Cadore Designer – Giugno 2012

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